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Patologie Oculari nel Cavallo

18 set 2025
Tempo di lettura: 2 min

La vista è certamente uno dei sensi fondamentali per gli esseri viventi. Nel caso del cavallo, un predato, è sicuramente molto importante. Purtroppo, però, spesso le problematiche oculari vengono trascurate in questa specie animale, un po’ per la ridotta preparazione in ambito oftalmologico di molti Colleghi ippiatri, un po’ perchè spessissimo l’insorgenza di tali patologie è insidiosa e con sintomi clinici difficilmente riconoscibili. In alcuni casi sintomi sovrapponibili sono causati da processi patologici diversi ed è qui che entra in gioco lo specialista, che, con l’esperienza e la giusta preparazione, è in grado di stabilire la diagnosi corretta e la terapia più appropriata (quando possibile).

Per la sua conformazione anatomica, e per la sua natura di predato, che lo porta a “scappare” come prima reazione a qualcosa di non conosciuto, il cavallo risulta particolarmente esposto a patologie di origine traumatica. Fra i problemi più frequenti, quindi si annoverano le lesioni ulcerative corneali e lesioni lacero-contuse di grado variabile, che possono coinvolgere il globo oculare e le strutture annessiali, quindi le palpebre. A questi possiamo aggiungere le problematiche infettive, come le congiuntiviti e le sovrainfezioni, batteriche o fungine, delle lesioni traumatiche cui abbiamo accennato.

Oltre a questo genere di problematiche, la specie equina risulta essere particolarmente soggetta a patologie di origine immunomediata, ovvero “errori” del sistema immunitario dell’occhio, che quindi se la prende con le strutture sane, determinandone in alcuni casi la degenerazione. Penso ad esempio alle cheratiti immunomediate e alla più celebre uveite ricorrente, conosciuta anche come mal della luna. Quest’ultima può avere diverse presentazioni: più “classica” e riconoscibile o più subdola e quindi più difficilmente individuabile. L’evoluzione è in ogni caso quasi sempre la cecità.

Soprattutto in questi casi, la diagnosi precoce permette trattamenti più efficaci e ritarda di fatto i fenomeni degenerativi che determinano la perdita di capacità visiva.

E’ importantissimo, quindi, non sottovalutare i segni clinici, che come dicevamo prima, spesso sono sovrapponibili. Per cui la presenza di arrossamento, gonfiore, lacrimazione, occhi chiusi o socchiusi, opacità (occhio bianco o blu), secrezioni, non devono in nessun caso essere trascurati o sottovalutati perchè possono indicare la presenza di processi patologici anche gravi e che possono compromettere la vista (e di conseguenza la qualità della vita) del cavallo a volte anche in tempi brevi se non riconosciuti o trattati scorrettamente.

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